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Inside Out - Frame del film
By Federico Verrengia / Aggiornato 27 giorni fa / Sceneggiatura

Sceneggiatura Inside Out (2015): Pagina uno

Inside Out è un film d'animazione del 2015 scritto da Pete Docter, Meg LeFauve e Josh Cooley e diretto da Pete Docter e Ronnie del Carmen.

Con Inside Out, Pixar compie un salto narrativo e concettuale sorprendente: racconta l'invisibile. Le emozioni diventano personaggi, la mente un vero e proprio universo da esplorare, l'infanzia un luogo fragile e potentissimo insieme.

Pete Docter, già autore di Up e Monsters & Co., firma una sceneggiatura capace di rendere tangibile l’intangibile, trasformando sentimenti come Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura in protagonisti di un’avventura interiore tanto divertente quanto commovente.

La prima pagina della sceneggiatura di Inside Out è un piccolo gioiello di scrittura visiva ed emozionale: apre le porte a un mondo che sta dentro ciascuno di noi, e lo fa con una leggerezza solo apparente. Perché dietro ogni parola c’è un equilibrio millimetrico tra ritmo, tono e profondità.

In questa analisi partiamo proprio da lì — dalla pagina uno — per capire come nasce un’idea brillante, come prende forma il mondo interiore di una bambina di undici anni e perché Inside Out è molto più di un semplice film d’animazione.

Clicca qui sotto per il download della sceneggiatura completa di Inside Out.

NOTA BENE: L'UTILIZZO DEL CONTENUTO È PUBBLICATO A SCOPO PRETTAMENTE INFORMATIVO ED EDUCATIVO.

Sceneggiatura di Inside Out

Logline

Quando una bambina affronta un trasloco che sconvolge la sua vita, cinque emozioni prendono il controllo della sua mente: Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto. Ma quando Gioia e Tristezza si perdono nei meandri della memoria, l’equilibrio emotivo di Riley rischia di crollare.

Pagina Uno

Sceneggiatura Inside Out: Pagina uno

La prima immagine

La sceneggiatura di Inside Out si apre nel buio. Totale.

Non vediamo nulla, ma sentiamo una voce: è Gioia.

Ti è mai capitato di guardare qualcuno e chiederti cosa gli passa per la testa?

Con questa domanda — diretta, apparentemente leggera — gli autori ci spalancano le porte di un’impresa narrativa tra le più complesse: dare forma visiva a ciò che per definizione non ce l’ha. Le emozioni.

Eppure, invece di sovraccaricare lo spettatore con concetti astratti e complessi, la sceneggiatura compie una scelta brillante: torna all’origine, alla nascita.

Fade in: un ospedale, un neonato tra le braccia dei genitori. Una scena familiare, emotivamente universale. Ma è solo un attimo. Subito dopo, la macchina da presa — e con lei lo spettatore— si spinge oltre: entra nella mente di Riley, la neonata.

Ed è qui che inizia il vero film.

Il “Quartier Generale” che vedremo più avanti pieno di sfere-memoria, complesse console e affollato di emozioni, è per ora un luogo vuoto e buio. Un solo schermo acceso. Una sola figura luminosa: Gioia. Un solo pulsante. Nulla di più.

Ridurre tutto all’essenziale è l’intuizione visiva più potente di questa pagina uno.
Per rappresentare il luogo più sfaccettato che esista — la mente umana — gli sceneggiatori scelgono l’opposto della complessità: il minimalismo. Come la mente di un neonato, anche questo spazio interno è ancora tutto da costruire. Ed è proprio questa semplicità che permette allo spettatore di orientarsi, di non perdersi, di entrare senza resistenza nel concetto-chiave del film.

Un gesto, un sorriso, un ricordo che nasce: è tutto qui.
In una manciata di battute, Inside Out compie una magia rara: ci rende visibile l’invisibile e lo fa con chiarezza, delicatezza e un senso della misura che affonda le radici in una scrittura raffinata, consapevole e profondamente cinematografica.

Versione del film

Autore dell'articolo
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Federico Verrengia

Una storia inizia con un’idea, piccola ma potente, capace di crescere e prendere vita. Così è iniziato il mio percorso verso il cinema e il mestiere dello sceneggiatore, e ho voluto fondare Pictures Writers per rendere il tuo più semplice.