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Fargo (1996) - Frame del film
By Lorenzo Carapezzi / Aggiornato un giorno fa / Sceneggiatura

Sceneggiatura Fargo (1996): Pagina uno

Fargo è un film del 1996 scritto e diretto dai fratelli Coen.

Nelle storie dei Coen tutto nasce da un piano che va storto. Un finto rapimento, una valigia di soldi trovata nel deserto, un tappeto da recuperare: i loro personaggi inseguono il denaro facile e si scontrano con un mondo che non perdona l'avidità né premia la virtù. I loro criminali non sono geni del male, ma dilettanti goffi. Il caso, l'assurdo e l'indifferenza dell'universo contano più di qualsiasi disegno. Al centro morale delle storie ci sono spesso persone comuni e decenti che resistono al caos senza capirlo fino in fondo.

I dialoghi sono ritmati, veloci e presentano imperfezioni, come la vita di tutti i giorni: frasi ripetute da più persone, interruzioni a vicenda, modi di dire nazionali e spesso anche regionali. Il risultato è comico, ma dice anche chi sono e cosa cercano di nascondere. Nessun personaggio è un semplice ingranaggio della trama: anche chi compare per una sola scena ha una voce e un'ossessione tutte sue.

I Coen amano prendere generi classici come il noir, il western e la commedia e smontarli dall'interno, tradendo le aspettative proprio quando sembrano rispettarle. La violenza improvvisa convive con l'umorismo più grottesco.

Clicca qui sotto per il download della sceneggiatura completa di Fargo.

NOTA BENE: L'UTILIZZO DEL CONTENUTO È PUBBLICATO A SCOPO PRETTAMENTE INFORMATIVO ED EDUCATIVO.

Sceneggiatura completa di Fargo

Logline

Sommerso dai debiti, un umile e goffo venditore d'auto, organizza il finto rapimento della moglie per estorcere un riscatto al ricco suocero, ma il piano degenera in una scia di sangue su cui indaga una capo della polizia incinta e ostinatamente gentile.

Pagina uno

Sceneggiatura Fargo (1996): Pagina uno

La prima immagine

Il film si apre non con un'immagine, ma con un cartello su fondo nero: ci viene accennato che quella che stiamo per vedere (o leggere) è una storia vera e che i nomi sono stati cambiati per rispettare la privacy dei sopravvissuti. Eppure, questa storia non è mai veramente avvenuta! Anni dopo, i Coen hanno spiegato di aver voluto fare un film nel genere delle "storie vere" (è falso anche dire che hanno inventato tutto: alcuni elementi sono veramente ispirati a fatti reali).

Perché partire così? Perché quel cartello stabilisce un patto con lo spettatore: ci mette nello stato d'animo di chi assiste a una cronaca, non a una favola. Tutto quello che succederà, anche le cose più assurde, lo prenderemo sul serio. E c'è un'ironia sottile: un film che parla di un uomo che mente a tutti si apre con una bugia raccontata a noi.

Ci spostiamo, poi, tramite una dissolvenza dal bianco. Inusuale rispetto al classico nero. Lentamente, quella dissolvenza si trasmuta in neve e da quella parete bianca sbuca un'auto che ne traina un'altra. Da una parte, i Coen ci presentano il tono del film: il bianco e la neve saranno elementi ricorrenti dell'intero paesaggio del film; dall'altra, a livello metaforico e concettuale, il bianco rappresenta anche il vuoto: una distesa senza punti di riferimento dove tutto si confonde. È esattamente il mondo morale in cui si muoveranno i personaggi.

Altro aspetto è la presentazione degli elementi che verranno poi ripresi durante la trama: l'auto trainata è una Cutlass Ciera nuova di zecca, con l'adesivo del concessionario ancora sul lunotto. Non sappiamo ancora a cosa serva, ma quella macchina è il motore della storia: sarà il pagamento per i rapitori, e sarà l'indizio che porterà la polizia fino a Jerry.

Versione del film

Autore dell'articolo
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Lorenzo Carapezzi

La scrittura è al centro della mia vita professionale. Creo storie originali e insegno sceneggiatura a giovani talenti, aiutandoli a trasformare idee in trame e personaggi memorabili. Per me, la sceneggiatura è un'arte e una passione quotidiana.