Una pietra che rende immortali. Un anello da distruggere. Una borsa piena di soldi. Un MacGuffin è un concetto astratto che trova risposta in ognuno dei precedenti esempi. Non importa tanto cosa sia o il suo valore intrinseco, quanto il ruolo che gioca nel muovere la narrazione e creare conflitti.
Ma da dove nasce questo termine, e come viene utilizzato nel cinema? Scopriamolo insieme.
Cos’è il MacGuffin?
Un MacGuffin è un espediente narrativo che serve a motivare l’azione dei personaggi e spesso funge da evento scatenante per la trama. Questo catalizzatore può essere un oggetto, un personaggio, un obiettivo o qualsiasi cosa che sia intercambiabile e mancante d’identità propria.
Infatti, il MacGuffin è solitamente un elemento apparentemente importante per i personaggi della storia ma non altrettanto ai fini della storia stessa.
Origine del MacGuffin
Da sempre attribuito al regista Alfred Hitchcock, si pensa invece che il termine MacGuffin sia stato coniato dal suo collaboratore e sceneggiatore Angus MacPhail. Il nome non ha un’etimologia precisa ed è probabile che sia volutamente generico e quasi nonsense.
Durante la famosa intervista concessa da Hitchcock a François Truffaut, il regista inglese descrisse il concetto di MacGuffin raccontando una breve storia umoristica che riguardava due passeggeri di un treno. Un passeggero chiese all’altro che cosa contenesse la strana scatola che portava con sé. Quest’ultimo rispose che conteneva un MacGuffin e che si trattava di un dispositivo per catturare i leoni nelle isole scozzesi. A questo punto, il primo passeggero disse, “Ma non ci sono leoni nelle isole scozzesi” e il secondo rispose, “Allora questo non è un MacGuffin”.
Questa storia scherzosa espone perfettamente il punto: il MacGuffin è qualcosa di apparentemente importante per i personaggi ma priva di significato per la storia.
Sempre Hitchcock, in un’altra intervista, diede un significato più specifico:
Il MacGuffin è la cosa di cui i personaggi sullo schermo si preoccupano, ma cui il pubblico non dà importanza.
Esempi di MacGuffin
Romanzi, racconti, cinema e quant’altro, non è importante il mezzo e la forma narrativa, puoi trovare questo concetto in ognuna di esse. Detto questo ti mostro subito tre esempi di MacGuffin in ambito cinematografico. Ma prima ti rinfresco la memoria, abbiamo detto che lo possiamo trovare in tre modalità differenti:
- Sotto forma di oggetto.
- Sotto forma di personaggio.
- Sotto forma di obiettivo.
Forma di oggetto
Quanti film utilizzano un oggetto narrativo, il cui scopo è quello di mettere in moto o portare avanti la storia. Tra i tantissimi esempi ti cito uno dei più famosi, i soldi rubati nel film Psycho diretto da Alfred Hitchcock e sceneggiato da Joseph Stefano.
Marion Crane (Janet Leigh) è una segretaria di un’agenzia immobiliare che si ritrova a dover custodire una busta con 40.000 dollari in contanti. Invece di adempiere al suo dovere, la protagonista si allontana dalla città con i soldi. La vicenda, porterà Marion al Bates Hotel, dove il film prenderà tutt’altra strada.
Se ora ritorniamo alla definizione precedente è molto più semplice da capire. Per Marion, i soldi rubati sono molto importanti. Per lo spettatore non è di grande importanza, anzi, non appena la protagonista farà la conoscenza di Norman Bates (Anthony Perkins), i soldi rubati verranno ben presto dimenticati.
Forma di personaggio
Non solo gli oggetti portano avanti la storia, lo fanno anche i personaggi, e se uno di loro non è poi tanto rilevante per la trama del film, allora è un MacGuffin.
Un esempio che chiarisce questa modalità è il personaggio di Ryan in Salvate il soldato Ryan scritto da Robert Rodat e diretto da Steven Spielberg.
John H. Miller (Tom Hanks), capitano della Compagnia C del 2º Battaglione Ranger, deve guidare i suoi uomini alla ricerca di James Francis Ryan (Matt Damon), paracadutista ventiseienne disperso al quale sono morti i tre fratelli in guerra.
Ryan è importante per la squadra di Miller, ma per il pubblico, non è altro che un espediente necessario per portare l’intreccio avanti, mostrare la spietatezza della guerra e conoscere i personaggi e la loro morale.
Forma di obiettivo
Solitamente, una storia parla di un personaggio che vuole fortemente qualcosa, tanto da affrontare una serie di ostacoli sempre più difficoltosi prima di raggiungerlo. Se lo scopo dell’obiettivo è mettere in moto la trama del film, allora è un MacGuffin.
Pensa a Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris e scritto da Michael Arndt.
Olive Cooper (Abigail Breslin) è una bambina di sette anni il cui sogno è partecipare a un concorso di bellezza per aspiranti Miss America. L’aspirazione della piccola Olive farà intraprendere un viaggio rocambolesco alla sua famiglia.
In realtà, il concorso è relativamente irrilevante rispetto al tema centrale del film, che è l’importanza dei legami familiari, l’accettazione di se stessi e il rapporto che le persone hanno riguardo l’essere vincitori o perdenti.
Leggi di più: Sceneggiatura Little Miss Sunshine: Analisi pagina uno.
Conclusioni
Potrei farti altri mille esempi, il mondo della cinematografia è pieno di MacGuffin come la valigetta dal contenuto ignoto in Pulp Fiction, il personaggio di Catherine Martin ne Il silenzio degli innocenti o La fuga verso la “terra verde” in Mad Max: Fury Road.
Che sia un oggetto, un personaggio o un obiettivo, il suo scopo rimane quello di motivare l’azione dei personaggi, e di conseguenza ha più importanza per loro che per il pubblico.