The Aviator - Frame del film
By Federico Verrengia / Aggiornato circa 2 ore fa / Sceneggiatura

Sceneggiatura The Aviator (2004): Pagina uno

The Aviator un film del 2004 tratto dal libro Howard Hughes: The Secret Life di Charles Higham, sceneggiato da John Logan e diretto da Martin Scorsese.

Logan inizia la sua carriera a Chicago come autore teatrale di successo prima di approdare al cinema. Oltre a The Aviator (che gli è valso una nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale nel 2005), ha firmato i copioni di pellicole iconiche e diversissime tra loro come Il Gladiatore, Skyfall, L'ultimo samurai e Hugo Cabret. La sua scrittura si distingue spesso per la forte impronta drammaturgica e per la capacità di scavare a fondo nei tormenti interiori dei suoi protagonisti, rendendolo l'autore perfetto per esplorare la mente complessa di Howard Hughes.

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Sceneggiatura completa di The Aviator

Logline

Il visionario pioniere dell'aviazione Howard Hughes lotta per rivoluzionare il mondo dell'aeronautica e dominare l'industria cinematografica, ma deve combattere contro una paralizzante paranoia e un disturbo ossessivo-compulsivo dilagante che minacciano di fargli perdere non solo il suo impero miliardario, ma la sua stessa sanità mentale.

Pagina uno

Sceneggiatura The Aviator - Pagina uno

La prima immagine

Il film si apre in maniera magistrale, immergendo il lettore fin dalle primissime righe in quello che sarà il conflitto interiore e il peggior difetto del protagonista Howard Hughes: la fobia del contagio e l'ossessione compulsiva per il controllo.

Dall'aperto della palude si passa bruscamente a uno spazio chiuso, una stanza vittoriana durante la notte. È qui che incontriamo le mani eleganti di una donna illuminate dalla luce tremolante a gas. Queste mani si immergono in una grande ciotola d'acqua per poi incontrare la carne nuda. Scopriamo ben presto che la donna sta lavando un bambino nudo di nove anni.

La sceneggiatura chiarisce subito che non è un bagno normale, ma un rito morboso da cui deriva l'isolamento del protagonista:

  • La donna sillaba ad alta voce le lettere della parola "Quarantine" ("Quarantena"), e il bambino, evidentemente abituato a questo rituale, la ripete.

  • La madre lo lava al centro di una stanza buia, senza aria.

  • Le mani della donna studiano ogni singolo centimetro della pelle del bambino.

  • Ogni poro viene esaminato, tanto che le mani della madre sono descritte letteralmente come dei "microscopi".

La struttura di queste prime righe chiarisce subito che la paranoia e l'isolamento emotivo di Howard nascono tutti in questa stanza opprimente. L'ossessione della madre si insinua nella mente del piccolo Hughes fin dall'infanzia, piantando i semi di una fobia che crescerà fino a dominare la sua intera esistenza. Logan utilizza questa brillante "pagina uno" per fornirci immediatamente il nucleo tematico del film: nonostante la ricchezza, i traguardi ingegneristici e la fama, Howard Hughes rimarrà per sempre terrorizzato dal mondo esterno (la palude) e incapace di sfuggire al trauma generato in quella stanza.

Versione del film

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Federico Verrengia

Una storia inizia con un’idea, piccola ma potente, capace di crescere e prendere vita. Così è iniziato il mio percorso verso il cinema e il mestiere dello sceneggiatore, e ho voluto fondare Pictures Writers per rendere il tuo più semplice.