Sceneggiatura Re per una notte (1982): Pagina uno
Re per una notte (The King of Comedy) è un film del 1982 scritto da Paul D. Zimmerman e diretto da Martin Scorsese.
Nato nel 1938 negli Stati Uniti, Zimmerman è stato un critico cinematografico di spicco per Newsweek prima di dedicarsi alla scrittura per il cinema. La sua sceneggiatura per Re per una notte è considerata un capolavoro di satira sociale e studio psicologico, capace di anticipare con inquietante precisione l'ossessione moderna per la celebrità e il confine labile tra ambizione e follia. Lo stile di Zimmerman si distingue per un'ironia tagliente e una profonda comprensione delle nevrosi urbane.
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Sceneggiatura completa di Re per una notte (The King Of Comedy)
Logline
Un aspirante e fallito comico, ossessionato dal successo, perseguita il suo idolo, un celebre conduttore di talk-show televisivi. Quando i suoi tentativi di farsi notare falliscono, decide di rapire la star per ottenere il suo quarto d'ora di celebrità sul palco nazionale.
Pagina uno
La prima immagine
La prima pagina della sceneggiatura si apre nel caos frenetico di una folla che assedia l'uscita di un teatro televisivo a New York. Non vediamo subito il protagonista, ma percepiamo la forza gravitazionale che la celebrità esercita sulle masse. La descrizione di Zimmerman si concentra sull'energia disperata dei fan che attendono Jerry Langford; è un ambiente elettrico, quasi violento nella sua adorazione. Questa apertura stabilisce immediatamente il tema del film: la distanza incolmabile tra il "palco" dorato della TV e il "marciapiede" dove stazionano gli anonimi.
L'ingresso in scena di Rupert Pupkin avviene in questo contesto di eccitazione collettiva, ma la sceneggiatura suggerisce subito qualcosa di diverso in lui. Non è solo un fan; è un uomo che agisce come se facesse già parte di quel mondo, cercando una connessione fisica e professionale con Langford. La prima pagina funge da introduzione perfetta alla claustrofobia dell'ossessione: lo spazio stretto della limousine, la pressione della folla e il desiderio viscerale di essere "visti". È un inizio che non promette risate, ma una tensione crescente radicata nel bisogno disperato di riconoscimento.