Parasite è un film del 2019 scritto e diretto da Bong Joon-ho.
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Bong Joon-ho è uno dei cineasti più influenti e riconosciuti del cinema contemporaneo. Regista e sceneggiatore, ha saputo imporsi a livello internazionale grazie a uno stile unico e riconoscibile, capace di attraversare e contaminare vari generi: dal thriller al dramma sociale, dalla commedia nera al fantastico. Si distingue per la sua abilità nel fondere un linguaggio popolare e accessibile con una profonda riflessione sulle contraddizioni della società moderna, in particolare le disuguaglianze economiche e le tensioni di classe.
Formatosi durante la fine degli anni '90, nel pieno della cosiddetta Korean New Wave, Bong ha costruito la sua carriera in un periodo di grande fermento artistico e politico per il Paese, rispecchiando nelle sue opere le tensioni sociali e culturali della Corea post-crisi economica asiatica del 1997.
Come sceneggiatore, Bong Joon-ho scrive storie complesse e stratificate, animate da personaggi moralmente ambigui e situazioni in cui il registro comico e il tragico convivono armoniosamente. Nei suoi script, il dettaglio realistico si intreccia con l'assurdo, creando un forte impatto emotivo e una lettura critica delle dinamiche sociali.
Bong Joon-ho si conferma così autore in grado di costruire sceneggiature che funzionano sia sul piano narrativo che su quello simbolico, unendo il gusto per il racconto di genere alla capacità di parlare dei grandi problemi del nostro tempo.
Scarica la sceneggiatura completa di Parasite in pdf.
Logline
Una famiglia di disoccupati di Seoul riesce, grazie a uno stratagemma, a insinuarsi nella vita di una ricca famiglia borghese, ma l’inganno scatena una serie di eventi imprevisti e pericolosi.
Pagina uno
La prima immagine
La prima immagine si apre sulla finestra di un piccolo appartamento seminterrato. La telecamera lentamente scende, seguendo la traiettoria di un paio di calzini appesi ad asciugare sul bordo della finestra.
Questa finestra è fondamentale: è l’unico punto di contatto della famiglia Kim con il mondo esterno, ma è anche una barriera simbolica. Si trova in alto rispetto allo spazio abitativo e inquadra solo le strade sporche e i piedi dei passanti, come a suggerire che la loro esistenza è schiacciata, invisibile e relegata al "basso" sia fisicamente sia socialmente.
L’immagine trasmette una sensazione di oppressione e marginalità: la luce naturale smorzata, quasi spenta, che rafforza la sensazione di decadenza e povertà, illumina oggetti sparsi, come scatoloni, e le pareti scrostate, tipico disordine e ambiente delle famiglie che vivono al limite della sussistenza.
La scelta di Bong Joon-ho è precisa: mostrare sin da subito che questa famiglia è "bloccata" in una sorta di limbo, al di sotto della società. La metafora visiva è evidente: la lotta per "salire" nella scala sociale sarà uno dei temi chiave dell’intero film.
Questa prima immagine non è solo un elemento estetico, ma diventa una dichiarazione di intenti sulla tematica centrale del film: la disparità tra chi vive sopra e chi vive sotto, tra chi domina e chi sopravvive.