Sceneggiatura Lord of War (2005): Pagina uno
Lord of War è un film del 2005 scritto e diretto da Andrew Niccol.
Ex regista di spot pubblicitari neozelandese, Niccol è noto per aver costruito storie incentrate soprattutto su mondi futuri apparentemente perfetti, nei quali un singolo principio astratto, come– il controllo sociale, come in The Truman Show (1998) o la mercificazione del tempo come In Time (2011), diventa il motore di un conflitto etico universale.
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Sceneggiatura completa di Lord of War
Logline
Un immigrato ucraino negli Stati Uniti scopre nel traffico internazionale di armi una via rapida verso il potere. Mentre il suo impero cresce nell’ombra dei conflitti globali, un agente dell’Interpol lo insegue senza tregua, costringendolo a interrogarsi sul prezzo umano e morale del successo che ha costruito.
Pagina uno
La prima immagine
Il film si apre sul volto di Yuri Orlov (Nicolas Cage), un uomo all’apparenza normale, vestito in giacca e cravatta, che ci parla in modo calmo e pragmatico, anche se il contenuto di quello che dice è inquietante: «come armiamo gli altri 11?». Fin dalle prime battute, Niccol costruisce una frattura tra forma e contenuto: il tono è quello di una presentazione aziendale, ma l’oggetto del discorso è la violenza sistemica su scala globale.
La scelta del monologo in camera stabilisce un rapporto di complicità inquietante tra personaggio e spettatore: Yuri non si nasconde, non si giustifica emotivamente, ma espone fatti, numeri, logiche di mercato. Il traffico d’armi viene presentato come un problema di efficienza, non di morale. In questo modo, Niccol trasforma lo spettatore in un interlocutore diretto, quasi in un potenziale cliente, costringendolo a confrontarsi con la normalizzazione del male.
Già in questo incipit emerge lo stile tipico di Niccol: dialoghi asciutti, ironia fredda, assenza di melodramma. Yuri non è un mostro, ma un professionista razionale, quasi banale. Proprio questa normalità rende la scena disturbante: il film non ci chiede di condannare un individuo, ma di riconoscere un sistema in cui la violenza è una funzione economica, e la morale un ostacolo alla produttività.