Sceneggiatura American Psycho (2000): Pagina uno
American Psycho è un film del 2014 scritto da Mary Harron e Guinevere Turner diretto da Mary Harron e soggetto tratto dal romanzo omonimo di Bret Easton Ellis
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L'adattamento cinematografico del controverso romanzo di Bret Easton Ellis è stato affidato a Mary Harron e Guinevere Turner, che hanno trasformato un testo considerato "infilmabile" in una satira tagliente e gelida sul consumismo degli anni '80. Se il libro è un flusso di coscienza violento e pornografico, la sceneggiatura di Harron sceglie la via dell'umorismo nero e della critica sociale, filtrando l'orrore attraverso una lente stilizzata e quasi clinica.
Sceneggiatura completa di American Psycho
Logline
Un ricco e affascinante broker vive una doppia vita: di giorno è un rampante professionista nella New York degli anni '80, mentre di notte si trasforma in un crudele serial killer, spinto da un profondo senso di vuoto e invidia.
Pagina uno
La prima immagine
L'incipit ci immerge immediatamente nel tempio del consumismo anni '80: il ristorante "Pastels" nell'Upper East Side. La descrizione scenica stabilisce subito il tono satirico: un arredamento che mescola il "chi-chi" al rustico, con tende di seta e tovaglie rosa pallido decorate con muschio, ramoscelli e fiori esotici definiti "orribili". Non è solo un luogo, è una dichiarazione di status.
La presentazione dei protagonisti avviene in gruppo, sottolineando la loro mancanza di individualità. Patrick Bateman, Timothy Price, Craig McDermott e David Van Patten siedono insieme , e la sceneggiatura specifica che sono tutti vestiti allo stesso modo: abiti costosi, bretelle, capelli tirati indietro. Il dialogo di sottofondo rafforza la superficialità dell'ambiente: frammenti di conversazione su celebrità ("È Charlie Sheen quello laggiù?" ) e lamentele su ordini sbagliati di sorbetti al fico d'india.
La pagina si chiude con l'inizio della narrazione in Voice Over (V.O.) di Patrick Bateman. La macchina da presa si muove su di lui mentre ci introduce al contesto ("Siamo seduti da Pastels..." ), stabilendo immediatamente il punto di vista soggettivo e distaccato che guiderà l'intero film. Dal punto di vista narrativo, l'incipit stabilisce tre principi chiave: l'ossessione per il dettaglio materiale, l'intercambiabilità delle persone e degli oggetti, e la vacuità delle interazioni sociali, elementi che rendono l'orrore che seguirà ancora più grottesco.