Un giorno ero ad un pub con alcuni amici, e come di consueto, parlavamo di cinema. Stavamo commentando alcuni film recenti e di come, a parere mio, avessero così poco da raccontare, e tra l’altro, che lo raccontavano pure male. Non sono uno di quelli che aggrediscono in continuazione il cinema odierno, ma è senz’altro vero che veniamo nutriti sempre più con prodotti di mera qualità: sequel, remake, “americanate” e le solite commedie stereotipate nostrane.
Mancano le idee? O forse i produttori puntano solo su sceneggiature sicure, quelle che garantiscono un ritorno economico? La verità, però, è che la sceneggiatura è il cuore di ogni grande film, e in Italia abbiamo avuto autori straordinari che lo dimostrano. Cesare Zavattini, Ennio Flaiano, Suso Cecchi D'Amico, Age & Scarpelli, e tanti altri: i maggiori sceneggiatori italiani del passato ci hanno insegnato che una storia ben scritta può superare qualsiasi limite produttivo e conquistare il pubblico.
Ma chi sono gli sceneggiatori italiani più famosi? Quali sceneggiature hanno firmato? In questo articolo ti parleremo proprio di questo.
Cesare Zavattini (1902 - 1989)
Breve introduzione biografica
Cesare Zavattini è considerato uno dei padri del neorealismo cinematografico italiano. Nato a Luzzara, in Emilia-Romagna, iniziò la sua carriera come giornalista e scrittore, per poi approdare al cinema negli anni '30. La sua collaborazione con il regista Vittorio De Sica diede vita ad alcune delle opere più iconiche della storia del cinema italiano. Zavattini non fu solo uno sceneggiatore, ma anche un teorico del cinema, promotore di una narrazione autentica, vicina alla realtà quotidiana.
Film più importanti
- Sciuscià (1946) – Uno dei primi film del neorealismo italiano, che racconta la difficile vita dei bambini di strada nel dopoguerra.
- Ladri di biciclette (1948) – Capolavoro assoluto, simbolo del neorealismo, in cui Zavattini esplora il dramma umano attraverso una storia semplice ma universale.
- Umberto D. (1952) – Ritratto struggente di un pensionato alle prese con la solitudine e la povertà.
Poetica
La poetica di Zavattini ruota attorno a un principio fondamentale: raccontare la realtà senza filtri. Credeva che il cinema dovesse abbandonare le trame complesse per concentrarsi sui piccoli gesti quotidiani, quelli che rivelano l’essenza dell’essere umano. Il suo approccio "umanista" metteva al centro persone comuni, spesso in situazioni di difficoltà economica e sociale, restituendo una visione sincera e profondamente empatica del mondo. Zavattini si opponeva al cinema di evasione, preferendo storie che potessero stimolare una riflessione sulla condizione umana.
Sergio Amidei (1904 - 1981)
Breve introduzione biografica
Sergio Amidei è stato uno dei più importanti sceneggiatori italiani, noto per il suo contributo fondamentale al neorealismo e per la sua capacità di unire impegno civile e profondità psicologica nelle sue storie. Nato a Trieste, iniziò a lavorare nel cinema negli anni '30, ma fu nel dopoguerra che il suo talento si affermò pienamente. La sua collaborazione con registi come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Luigi Comencini lo rese una figura centrale nella storia del cinema italiano.
Film più importanti
- Paisà (1946) – Un mosaico di storie ambientate durante la Liberazione d’Italia, che riflette la frammentazione e il dramma del dopoguerra.
- Il generale della Rovere (1959) – Diretto da Roberto Rossellini, un film che esplora il tema della resistenza attraverso la storia di un truffatore che si trova a impersonare un ufficiale tedesco.
- Il medico della mutua (1968) – Una feroce satira della sanità italiana con Alberto Sordi, che interpreta un medico arrivista e senza scrupoli, in uno dei suoi ruoli più iconici.
Poetica
Il cinema di Amidei è caratterizzato da una profonda attenzione ai temi sociali e politici. La sua scrittura si distingue per il realismo crudo e per una forte empatia verso i personaggi, spesso persone comuni travolte dagli eventi della Storia. Amidei non si limitava a raccontare il dramma, ma inseriva spesso un’ironia amara, che rendeva le sue sceneggiature ancora più incisive. Con il suo lavoro, ha contribuito a formare un cinema capace di denunciare le ingiustizie, senza mai perdere di vista l’umanità dei protagonisti.
Ennio Flaiano (1910 - 1972)
Breve introduzione biografica
Scrittore, giornalista e sceneggiatore, Ennio Flaiano è stato una delle menti più brillanti e ironiche del cinema italiano. Nato a Pescara, iniziò la sua carriera come critico teatrale e letterario prima di avvicinarsi al mondo del cinema. Collaboratore storico di Federico Fellini, ha contribuito alla creazione di alcuni dei più grandi capolavori del cinema italiano, portando nelle sue sceneggiature una miscela unica di sarcasmo, disincanto e profondità. Flaiano non era solo un narratore di storie, ma un osservatore acuto della società italiana, capace di raccontarne le contraddizioni con eleganza e acume.
Film più importanti
- La dolce vita (1960) – Capolavoro di Federico Fellini, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, è un affresco impietoso della società romana degli anni ‘60, con un Marcello Mastroianni in stato di grazia.
- La notte (1961) – Diretto da Michelangelo Antonioni, un film introspettivo ed esistenziale con Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau, che esplora la crisi di coppia e il vuoto dell’alta borghesia.
- 8½ (1963) – Un viaggio onirico e autobiografico nel mondo di un regista in crisi creativa (ancora Mastroianni nei panni di alter ego di Fellini), considerato uno dei film più influenti della storia del cinema.
Poetica
Ennio Flaiano è stato un maestro della satira e del paradosso, un intellettuale che ha saputo raccontare con ironia le debolezze della società italiana. Le sue sceneggiature, spesso in bilico tra il grottesco e il drammatico, esplorano il vuoto esistenziale, il senso di alienazione e la crisi dell’individuo moderno. La sua scrittura si distingue per dialoghi brillanti, battute pungenti e una capacità di sintesi straordinaria. Flaiano ha lasciato un'impronta indelebile nel cinema italiano, contribuendo a definirne lo stile e la poetica.
Suso Cecchi D’Amico (1914 - 2010)
Breve introduzione biografica
Suso Cecchi D’Amico è stata una delle più grandi sceneggiatrici italiane, una figura chiave del cinema del dopoguerra e del neorealismo. Figlia d’arte, crebbe in un ambiente intellettuale che la portò presto a collaborare con alcuni dei più grandi registi italiani, tra cui Luchino Visconti, Mario Monicelli e Francesco Rosi. La sua scrittura si distingue per profondità psicologica, attenzione ai dettagli e una straordinaria capacità di adattare storie e personaggi alla sensibilità del pubblico. Fu una delle pochissime donne a imporsi in un mondo dominato dagli uomini, dimostrando un talento senza eguali.
Film più importanti
- Bellissima (1951) – Diretto da Luchino Visconti, un dramma intenso con Anna Magnani nei panni di una madre disposta a tutto pur di far diventare la figlia una star del cinema.
- Rocco e i suoi fratelli (1960) – Diretto da Luchino Visconti, un dramma epico sulla migrazione dal sud al nord Italia, raccontato attraverso la storia di cinque fratelli e le loro difficoltà di adattamento.
- Il Gattopardo (1963) – Adattamento del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, diretto da Visconti, un affresco epico sul declino dell’aristocrazia siciliana.
Poetica
Suso Cecchi D’Amico aveva un talento straordinario nel cogliere le sfumature dell’animo umano e nel costruire personaggi vivi e complessi. Alternava con disinvoltura il dramma e la commedia, conferendo sempre autenticità e profondità alle sue storie. Il suo contributo al cinema italiano è stato immenso, aiutando a definire non solo il neorealismo ma anche la commedia all’italiana e il cinema d’autore. La sua sensibilità narrativa e la capacità di lavorare in sinergia con i registi hanno reso le sue sceneggiature tra le più influenti della storia del cinema.
Age & Scarpelli (Agenore Incrocci 1919 - 2005, Furio Scarpelli 1919 - 2010)
Breve introduzione biografica
Agenore Incrocci (Age) e Furio Scarpelli furono una delle coppie di sceneggiatori più prolifiche e influenti del cinema italiano. Lavorarono insieme per oltre quarant’anni, firmando alcune delle più celebri commedie e drammi del nostro cinema. Il loro sodalizio nacque durante il periodo del neorealismo, ma trovò la sua massima espressione nella commedia all’italiana, un genere che contribuirono a definire e affinare. La loro scrittura era caratterizzata da dialoghi brillanti, satira sociale e una straordinaria capacità di combinare umorismo e critica sociale, spesso mettendo in scena personaggi comuni alle prese con la realtà del loro tempo.
Perché una sezione condivisa?
Age & Scarpelli lavorarono quasi esclusivamente in coppia, firmando insieme oltre un centinaio di sceneggiature. Il loro stile era il frutto di una collaborazione perfetta: Age, più razionale e strutturato, bilanciava l’estro e l’ironia tagliente di Scarpelli. Separare le loro carriere significherebbe snaturare un’intesa creativa unica, che ha lasciato un segno indelebile nel cinema italiano.
Film più importanti
- I soliti ignoti (1958) – Considerato il capostipite della commedia all’italiana, diretto da Mario Monicelli, racconta il rocambolesco tentativo di un gruppo di ladri improvvisati di compiere un colpo “perfetto”.
- La grande guerra (1959) – Monicelli dirige questa straordinaria fusione di commedia e dramma ambientata durante la Prima Guerra Mondiale, con Vittorio Gassman e Alberto Sordi nei panni di due soldati codardi che si ritrovano eroi loro malgrado.
- C’eravamo tanto amati (1974) – Un affresco della società italiana dal dopoguerra agli anni ’70, diretto da Ettore Scola.
Poetica
Il marchio distintivo di Age & Scarpelli era la capacità di raccontare l’Italia con ironia pungente e una profonda umanità. I loro personaggi erano spesso piccoli uomini, perdenti magnifici che lottavano contro il destino, incastrati in meccanismi sociali più grandi di loro. Con la loro scrittura incisiva e mai banale, riuscirono a smascherare i vizi e le ipocrisie del nostro Paese, lasciando un’eredità culturale fondamentale per il cinema italiano.
Tonino Guerra (1920 - 2012)
Breve introduzione biografica
Tonino Guerra è stato uno dei più grandi sceneggiatori e poeti italiani, noto per la sua capacità di creare storie profonde, evocative e dal forte impatto visivo. Nato in Romagna, iniziò come poeta in dialetto prima di dedicarsi alla sceneggiatura. La sua carriera si è intrecciata con alcuni dei più grandi registi della storia del cinema, tra cui Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Andrei Tarkovsky. Guerra sapeva coniugare poesia e realismo, dando vita a personaggi e atmosfere che oscillavano tra sogno e disillusione.
Film più importanti
- Amarcord (1973) – Diretto da Federico Fellini, è un viaggio nostalgico nell’infanzia romagnola del regista, scritto con Guerra che contribuisce a creare un affresco poetico e surreale della memoria.
- Nostalghia (1983) – Diretto da Andrei Tarkovsky, è un’opera di rara profondità, in cui Guerra trasporta la sua sensibilità poetica nel viaggio struggente di un uomo tra Italia e Russia, alla ricerca del senso della propria esistenza.
- Kaos (1984) – Diretto dai fratelli Taviani, è un adattamento cinematografico di diverse novelle di Luigi Pirandello, in cui Guerra riesce a trasporre l’atmosfera magica e drammatica della Sicilia pirandelliana.
Poetica
La scrittura di Tonino Guerra si distingue per il suo lirismo e la sua capacità di trasformare la quotidianità in racconto universale. I suoi personaggi spesso si muovono in mondi sospesi tra realtà e immaginazione, alla ricerca di un significato profondo nella loro esistenza. La nostalgia, il tempo che scorre e la memoria sono temi ricorrenti nella sua opera, rendendolo uno degli sceneggiatori più poetici e visionari del cinema italiano.
Franco Solinas (1927 - 1988)
Breve introduzione biografica
Franco Solinas è considerato uno dei maggiori sceneggiatori italiani del Novecento. La sua carriera ha avuto un impatto significativo sulla scena cinematografica internazionale, grazie alle sue sceneggiature impegnate che trattano tematiche politiche e sociali con una profondità unica. Collaborando con registi come Gillo Pontecorvo e Francesco Rosi, Solinas ha contribuito a definire il cinema italiano degli anni '60 e '70, con lavori che rimangono tra i più apprezzati e influenti. La sua scrittura affronta questioni universali come la guerra, il colonialismo e la lotta per la libertà, conferendo una dimensione poetica alla realtà cruda e spietata che racconta.
Film più importanti
- Kapò (1960) - Film drammatico ambientato in un campo di concentramento nazista racconta la storia di una giovane ebrea che diventa kapò per sopravvivere.
- La battaglia di Algeri (1966) – Un capolavoro di Gillo Pontecorvo che racconta il conflitto di liberazione in Algeria.
- Queimada (1969) – Con Marlon Brando, questo film diretto da Gillo Pontecorvo racconta la lotta contro il colonialismo e l’imperialismo, con Solinas che firma una sceneggiatura che resta una delle più potenti del suo periodo.
Poetica
La poetica di Franco Solinas si distingue per la sua capacità di trattare temi universali come la lotta politica e la critica sociale attraverso una narrazione densa e intensa. Le sue sceneggiature non sono mai semplicemente storie, ma veri e propri strumenti di denuncia. La violenza e la sofferenza sono affrontate con realismo, ma anche con una profonda riflessione morale, che non rinuncia a un linguaggio poetico che va oltre la mera cronaca. La sua scrittura è un inno al cambiamento e alla resistenza contro le ingiustizie sociali, un tema che ha reso Solinas uno dei grandi sceneggiatori italiani ****del suo tempo, il cui impatto si fa ancora sentire nel cinema contemporaneo.
Ugo Pirro (1920 - 2008)
Breve introduzione biografica
Ugo Pirro è stato uno dei più emblematici sceneggiatori italiani, noto per il suo impegno civile e politico che permeava tutte le sue opere. La sua carriera è stata segnata dalla sua stretta collaborazione con registi come Francesco Rosi ed Elio Petri, con cui ha scritto alcune delle sceneggiature più emblematiche del cinema italiano degli anni '60 e '70. Le sue storie affrontano tematiche sociali e politiche di grande rilevanza, con uno stile che si distingue per la capacità di mescolare il realismo con una forte componente emotiva e ideologica. La sua scrittura ha sempre avuto un forte orientamento verso le classi sociali emarginate, il conflitto di classe e la critica alla società capitalista e autoritaria.
Film più importanti
- Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) – Diretto da Elio Petri, questo film è una feroce critica al potere e alla corruzione istituzionale.
- La classe operaia va in paradiso (1971) – Un altro film fondamentale nella collaborazione tra Ugo Pirro ed Elio Petri, che racconta la lotta di un operaio che, dopo un incidente sul lavoro, inizia a prendere coscienza della sua condizione sociale.
- Celluloide (1996) – Un film basato sul romanzo omonimo di Pirro, che racconta la realizzazione di "Roma città aperta" di Roberto Rossellini, offrendo uno sguardo intimo sul periodo storico e sulla nascita del Neorealismo italiano.
Poetica
La poetica di Ugo Pirro è fortemente legata alla sua visione sociale e politica. Nei suoi film, Pirro analizza la realtà italiana e internazionale attraverso una lente critica e spesso disincantata, con un occhio particolare verso le ingiustizie che colpiscono le classi più deboli. La sua scrittura, influenzata dalle teorie marxiste, si concentra sulle disuguaglianze sociali, la corruzione politica e l'alienazione dell'individuo nel sistema capitalistico. Lavorando con registi come Elio Petri, ha contribuito a creare una serie di film che sono diventati dei veri e propri manifesti del cinema politico italiano. La sua capacità di dare forma a storie potenti, che mescolano elementi di denuncia sociale con un'intensa dimensione emotiva, lo rende uno degli sceneggiatori italiani più importanti del XX secolo.
Ruggero Maccari (1919 - 1989)
Breve introduzione biografica
Ruggero Maccari è stato un maestro della commedia all'italiana e autore di alcune delle sceneggiature più brillanti e amare del cinema del dopoguerra, rientrando tra gli sceneggiatori italiani migliori di sempre. Collaboratore storico di registi come Dino Risi ed Ettore Scola, ha saputo raccontare con ironia, cinismo e sensibilità le contraddizioni della società italiana, creando personaggi indimenticabili e situazioni che mescolando comicità e malinconia.
Film più importanti
- Il sorpasso (1962) – Uno dei capolavori della commedia all’italiana, diretto da Dino Risi. La sceneggiatura di Maccari dà vita a un road movie iconico con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, dove leggerezza e dramma si intrecciano magistralmente.
- Profumo di donna (1974) – Diretto da Dino Risi e candidato all’Oscar per la sceneggiatura, questo film racconta la storia di un ufficiale cieco e del suo accompagnatore, con un perfetto equilibrio tra dramma e ironia.
- Brutti, sporchi e cattivi (1976) – Film diretto da Ettore Scola che offre un ritratto feroce e grottesco della miseria urbana, premiato a Cannes per la regia. Maccari contribuisce a una scrittura cruda e sarcastica, che trasforma il degrado sociale in una commedia nera indimenticabile.
Poetica
La poetica di Ruggero Maccari si basa sulla capacità di raccontare la società italiana con uno sguardo ironico ma sempre acuto, capace di mettere in luce ipocrisie e trasformazioni sociali. I suoi personaggi sono spesso uomini fragili, disillusi, costretti a fare i conti con le proprie illusioni perdute. Con un equilibrio perfetto tra dramma e commedia, la sua scrittura ha lasciato un segno indelebile nel cinema italiano, rendendolo uno dei più importanti sceneggiatori italiani.
Luciano Vincenzoni (1926 - 2013)
Breve introduzione biografica
Noto per la sua abilità nel costruire trame incisive, Luciano Vincenzoni è stato uno dei più famosi sceneggiatori italiani di sempre, stimato in tutta Italia. Ha lavorato con registi del calibro di Pietro Germi e Sergio Leone, contribuendo a definire il cinema italiano tra gli anni ’50 e ’70. La sua versatilità gli ha permesso di spaziare tra generi diversi, dalla commedia al noir, fino al western all’italiana, lasciando un segno indelebile nella storia della sceneggiatura.
Film più importanti
- Sedotta e abbandonata (1964) – Candidatura alla Palma d'Oro a Cannes, questo è il sequel di Divorzio all'italiana sempre diretto da Pietro Germi.
- l buono, il brutto, il cattivo (1966) – Un caposaldo del western all’italiana diretto da Sergio Leone, con una sceneggiatura che mescola azione, ironia e tensione, ridefinendo il genere a livello mondiale.
- Signore & signori (1966) – Vincitore della Palma d’Oro a Cannes, questo film di Pietro Germi è una satira feroce sulla borghesia di provincia, scritta con arguzia e profondità.
Poetica
Luciano Vincenzoni ha sempre privilegiato una scrittura essenziale e incisiva, capace di coniugare ritmo narrativo e spessore psicologico. Nei suoi lavori emergono figure di uomini mossi da ambizione, desiderio e senso dell’onore, spesso intrappolati in un destino ineluttabile. Grazie alla sua capacità di adattarsi a generi diversi, si era guadagno l’appellativo di “Script Doctor”.
Rodolfo Sonego (1921 - 2000)
Breve introduzione biografica
Rodolfo Sonego è stato uno dei più importanti sceneggiatori italiani, maestro della commedia all'italiana. Nato nel 1921, partecipò attivamente alla Resistenza come partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Trasferitosi a Roma, iniziò la sua carriera nel mondo del cinema, dove il suo talento lo portò a collaborare con grandi registi e attori, soprattutto con Alberto Sordi, trasformandolo in un'icona del cinema italiano. Grazie alla sua acuta osservazione della realtà, ha saputo raccontare con ironia e profondità le trasformazioni della società italiana, anticipando spesso temi e problematiche che sarebbero emersi negli anni successivi.
Film più importanti
- Roma ore 11 (1952) – Diretto da Giuseppe De Santis, questo dramma neorealista ricostruisce un tragico incidente avvenuto a Roma, raccontando con crudo realismo le difficoltà delle donne in cerca di lavoro.
- Una vita difficile (1961) – Un capolavoro di Dino Risi con Alberto Sordi, che attraverso la storia di un ex partigiano in lotta con i compromessi del dopoguerra, dipinge con ironia e amarezza l’evoluzione dell’Italia nel boom economico.
- Lo scopone scientifico (1972) – Diretto da Luigi Comencini, questo corrosivo ritratto della lotta di classe vede una coppia di poveri romani sfidare una ricca miliardaria americana a carte, in una metafora spietata sul potere e l’illusione del riscatto.
Poetica
La sua poetica si fonda sull'osservazione acuta della realtà, sulla creazione di personaggi autentici e sull'uso dell'ironia e dell'umorismo. Sonego era un fine osservatore della società italiana, dei suoi cambiamenti, delle sue contraddizioni. I suoi personaggi sono spesso figure comuni, "italiani medi" con i loro vizi e le loro virtù. Sono personaggi in cui il pubblico si può riconoscere, che suscitano risate ma anche riflessioni. Sonego ha spesso anticipato temi e problemi che sarebbero emersi nella società italiana negli anni successivi. I suoi film, pur raccontando il presente, sono in grado di parlare anche al futuro. Sonego ha sempre creduto nell'importanza della sceneggiatura, considerandola l'ossatura del film. La sua cura per i dialoghi, per la struttura narrativa, per la caratterizzazione dei personaggi ha contribuito a creare film indimenticabili.