In tanti film capita quel momento in cui il volto di un personaggio copre l'interno schermo della sala cinematografica.
Gli occhi sono intensi, i micromovimenti della bocca o del naso sono ben visibili. Una piccola lacrima si può trasformare in un enorme dolore che viene condivisa con lo spettatore.
Ogni minima emozione, ogni sfumatura del soggetto o dettaglio importante diventa protagonista assoluto, creando un legame intimo con il pubblico.
Tante volte per esprimere delle emozioni gli sceneggiatori ricorrono a tanti dialoghi, quando invece, con il solo utilizzo del linguaggio cinematografico, e quindi delle immagini, l'effetto che si ottiene è molto più impattante.
In questo articolo, ti guiderò attraverso l'uso del primissimo piano, esplorando come sfruttarlo per raccontare emozioni profonde e rivelare dettagli che spesso fanno la differenza in una scena.
Cos'è il primissimo piano?
Il primissimo piano (PPP) è un'inquadratura cinematografica che mostra da vicino il volto di un personaggio tra la fronte e il mento, o un dettaglio di scena.
Il primissimo piano (Extreme Close-Up) è un tipo di inquadratura estremamente ravvicinata utilizzata nel cinema per evidenziare un dettaglio preciso, solitamente legato al volto di un personaggio.
A differenza del primo piano, che include l'intera testa fino alle spalle, arriva a riempire l'intero schermo con il solo volto di un soggetto.
Questo tipo di ripresa è ideale per trasmettere emozioni forti o attirare l'attenzione dello spettatore su un particolare cruciale della narrazione. È uno strumento visivo potente per creare intensità e intimità.
Perché usare il primissimo piano?
Come anticipato di sopra, questa inquadratura cinematografica non si riferisce esclusivamente a personaggi, ma può essere qualsiasi oggetto sul quale vogliamo porre maggiore attenzione quasi da fargli una radiografia dettagliata.
All'interno di una messa in scena possono essere presenti tantissimi elementi, alcuni di loro servono per ricreare un contesto ben preciso, altri invece sono necessari alla trama e alla narrazione della storia.
Da questo punto di vista il primissimo piano concentra il focus su un elemento perché magari è narrativamente fondamentale e quindi lo diventa anche per lo spettatore.
Quando invece poniamo questa lente d'ingrandimento su di un personaggio, la macchina da presa cattura momenti di vulnerabilità, tensione e introspezione facendo sì che la singola immagine comunichi più di mille parole.
Tutto questo rende possibile una maggiore empatia e intimità di un soggetto con lo spettatore.
Ma andiamo subito a vedere alcuni esempi.
Esempi di Primissimo Piano nel cinema
The revenant (2015)
Alejandro González Iñárritu utilizza spesso piani molto ravvicinati sui soggetto per creare dramma e tensione emotiva alle sue scene.
Questo frame è un esempio molto potente. In questo primissimo piano di Hugh Glass (Leonardo Di Caprio), vengono enfatizzate la stanchezza, la sofferenza e la tenacia del protagonista.
Un volto sporco e graffiato sotto a due occhi che trafiggono lo spettatore come una lama trasmettono tutte le pene che il protagonista del film ha subito, sta subendo e che forse continuerà a dover sopportare.
C'era una volta in America (1984)
Sergio Leone è uno dei maestri indiscussi di questo taglio cinematografico.
C'era una volta in America si chiude proprio con un primissimo piano di Noodles (Robert De Niro) e sulla sua magnifica espressività.
Prima di arrivare a questo punto, il film ci racconta una gran parte del vissuto del protagonista, una vita forgiata nella povertà, voglia di riscatto, amore, amicizia, tradimenti e perdite.
Questo sorriso a tutto schermo - sotto effetto di droghe - personalmente mi trasmette tantissime emozioni tra cui, sofferenza, nostalgia e amara ironia.
Little Miss Sunshine (2006)
Little Miss Sunshine racconta una storia semplice attraverso personaggi meravigliosi e complessi.
Olive Hoover (Abigail Breslin) è una bambina che sogna di vincere un prestigioso concorso di bellezza.
In questo primissimo piano gli occhi di Olive sono i protagonisti. Occhi decisi e sognatori, ma cosa sognano? La risposta è nel riflesso presente nelle lenti dei suoi occhiali. Vincere un concorso di bellezza.
Quarto Potere (1940)
Come anticipato all'inizio dell'articolo, questa inquadratura viene utilizzata anche per mettere in risalto importanti oggetti di scena.
Lo si può chiamare anche dettaglio ma nella pratica è un'inquadratura che va a risaltare degli elementi di scena importanti.
In questo caso è la palla di vetro di Kane (Orson Welles) tenuta in mano all'inizio del film, durante la sua morte.
Un'immagine importante che alla fine del film rivelerà il suo forte legame con la sua infanzia.
Conclusioni
Il primissimo piano rimane una tecnica di ripresa e un'inquadratura cinematografica molto preziosa per creare empatia e intimità con lo spettatore.
Quando i registi scelgono di impiegare questo taglio, hanno l'opportunità di arricchire la narrazione visiva, enfatizzando sfumature che con con piani più larghi risulterebbero meno impattanti sul pubblico.
Ricordati di non farne un uso forzato ma di rispettare un naturale bisogno che una determinata scena richiede.