Quando hai bisogno di mettere in risalto il personaggio senza perdere il contesto, il piano medio è la scelta ideale.
Tipologie di inquadrature più large si concentrano più sull'azione presente in scena che prendono il sopravvento sulle emozioni dei personaggi.
Al contrario inquadrature più strette come un primo piano risaltano le espressioni del viso concentrandosi sul personaggio e nascondendo quasi completamente l'azione.
Il piano medio è un taglio perfetto per cercare di mantenere parte dell'azione ma continuando a risaltare i vari soggetti.
Cos'è il piano medio?
Il piano medio - abbreviato in PM - (Medium Shot) è un'inquadratura cinematografica che mostra il soggetto dalla testa fino al busto, bilanciando l'attenzione tra il personaggio e l'ambiente circostante.
È particolarmente efficace nelle scene di dialogo o di confronto, dove è importante catturare le espressioni facciali e la gestualità senza isolare completamente il soggetto dallo sfondo.
Questo tipo di inquadratura permette di trasmettere le emozioni dei personaggi, pur mantenendo il contesto visibile e rilevante.
Il piano medio offre un equilibrio tra il primo piano, che è più intimo, e un piano americano o una figura intera, che tendono a distanziare il soggetto dallo spettatore.
Un'altra circostanza che vede spesso il suo utilizzo è nei piani a 2 o più soggetti, quando il regista vuole soffermarsi sulle espressioni di più personaggi con una sola inquadratura.
Perché usare il piano medio?
Per rispondere a questo domanda potremmo in maniera più semplice potremmo quindi porcene un'altra.
In quale situazione è necessario mantenere una porzione di azione ma è fondamentale non allontanarsi dal volto di uno o più soggetti?
Mi viene subito in mente quelle situazioni dove c'è la necessità di preservare la gestualità di un personaggio e al contempo mostrare le emozioni attraverso il suo viso.
Altre situazioni possono essere i dialoghi fra 2 o più personaggi. Capita spesso di voler costruire una messa in quadro capace di mantenere vicini fra loro 2 personaggi perché si vuole dare allo spettatore l'espressione dell'uno e dell'altro nello stesso frangente.
Stesso discorso vale anche per le inquadrature di quinta sempre all'interno di un dialogo. Può capitare di voler inquadrare un soggetto in piano medio con la quinta del suo interlocutore.
Ma il cinema è un'arte visiva quindi andiamo subito a vedere vari esempi per essere il più chiari possibile.
Esempi di piano medio nel cinema
Orizzonti di gloria (1957)
In questa spettacolare pellicola firmata Kubrick abbiamo un esempio perfetto che ci racconta la peculiarità di questa inquadratura.
Il colonnello Dax (Kirk Douglas) cammina in trincea accanto ai soldati.
Per dirigere questa scena, Kubrick si è servito di un piccolo piano sequenza dove Douglas è ripreso in piano medio.
Lo spettatore riesce a vedere i bombardamenti, la trincea, i soldati che osservano il protagonista e in tutto questo ricopre comunque gran parte dello schermo il viso serioso di Douglas.
Con una sola inquadratura in movimento, il maestro Kubrick è riuscito a includere tantissimo all'interno di questa scena.
Kill Bill: Volume 2 (2004)
Casi come questo possono essere ibridi. Siamo a metà tra un primo piano e un piano medio.
Oltreoceano questa inquadratura è considerata un MCU (Medium Close-Up) che in italiano si traduce appunto in un mezzo primo piano.
Ciò che la fa rientrare in un piano medio è l'importanza data allo spazio e all'azione della scena.
Tarantino vuole evidenziare più che il solo viso de La sposa (Uma Thurman).
Abbiamo il volto stanco, sporco e ferito de La sposa. Abbiamo il suo obiettivo in primo piano, ovvero la spada riconquistata. Nello stesso momento vediamo sullo sfondo che la minaccia, Elle Driver (Daryl Hannah), è stata neutralizzata.
Gli occhi dello spettatore si muovono dal volto de La sposa, alla spada, a Elle sullo sfondo.
Barry Lyndon (1975)
Un altro importante scopo del piano medio è quello di ritrarre più di un soggetto all'interno dell'inquadratura.
Qui abbiamo uno splendido esempio rubato da Barry Lyndon di Kubrick.
I volti dei due soggetti sono molto chiari allo spettatore insieme alle loro espressività, ma questo taglio permette anche di vedere una porzione del contesto in cui si trovano.
I due finestrini all'estremità del quadro fanno capire che siamo all'interno di una carrozza.
TIP: se ci fai caso questa inquadratura viene utilizzata spessissimo in scene dove sono presenti carrozze, macchine, treni o vari generi di mezzi di trasporto in cui i personaggi sono seduti.
Non è un paese per vecchi (2007)
Un altro classico esempio lo troviamo nelle inquadrature di quinta.
In queste situazioni solitamente abbiamo due soggetti, uno che copre particolarmente la macchina da presa in primo piano e il secondo sullo sfondo inquadrato frontalmente.
Questo taglio cinematografico nasce per far evidenziare un certo un confronto, una sfida o ancora una rivalità tra due personaggi.
I fratelli Cohen avrebbero potuto utilizzare un primo piano? Sì ma avrebbero perso l'arma del delitto e parte dell'azione.
Conclusioni
Spesso quando ripensiamo alle scene più belle dei film è più facile ricordarsi immagini maestose di campi lunghissimi e momenti emozionanti ritratti in primo piano.
Ma un regista non fa un film per poche scene, e quando decide di raccontare una storia tramite il linguaggio cinematografico è fondamentale distaccarsi dalla spettacolarità forzata e lasciare spazio all'inquadratura giusta nel contesto giusto.
Quindi, se in una scena hai bisogno di raccontare un personaggio, la sua espressività, la sua gestualità ma comunque non vuoi tralasciare parte dello spazio, del contesto e dell'azione, allora il piano medio è ciò che stai cercando.