logo
Pictures Writers
Il contratto per gli sceneggiatori
By Lorenzo Carapezzi / Aggiornato circa un'ora fa / Sceneggiatura

Contratto tipo sceneggiatori: La guida al modello WGI

Nel percorso professionale di uno sceneggiatore, il contratto non è solo un passaggio formale, ma il punto in cui il lavoro creativo acquisisce valore concreto e tutela reale. È uno degli aspetti più delicati, ma allo stesso tempo meno compreso, del lavoro autoriale, soprattutto per chi muovi i primi passi nel settore.

Per queste ragioni, il sindacato Writers Guild Italia, con il contributo dell’avvocato Andrea Renato, ha lavorato alla definizione e alla stesura di un CONTRATTO TIPO: uno strumento pensato come base di negoziazione con i produttori e destinato a diventare uno standard minimo di riferimento.

Ma cosa ci dice questo “contratto ideale”? Quanto è flessibile e applicabile ai diversi ambiti della produzione audiovisiva?

Il contratto tipo

Nel settore audiovisivo italiano, il tema dei contratti degli sceneggiatori rappresenta da tempo uno dei nodi più critici nel rapporto tra creatività e industria. In questo contesto, il CONTRATTO TIPO promosso da Writers Guild Italia costituisce un tentativo concreto di riequilibrare un sistema spesso sbilanciato a sfavore degli autori, introducendo principi di maggiore trasparenza, equità e tutela. Tuttavia, la sua efficacia reale dipende non solo dalla qualità delle clausole, ma soprattutto dalla capacità della categoria di adottarlo in modo diffuso e consapevole.

Da un lato, il modello contrattuale presenta indubbi punti di forza: la subordinazione della cessione dei diritti al pagamento completo del compenso rappresenta una garanzia fondamentale, così come la previsione di una partecipazione agli utili derivanti dallo sfruttamento dell’opera. Si tratta di elementi che avvicinano il sistema italiano a standard internazionali più avanzati, riconoscendo allo sceneggiatore non solo un ruolo esecutivo, ma una reale centralità autoriale.

La presenza di limiti temporali, il diritto alla menzione nei crediti e la possibilità di riacquisire i diritti in caso di mancata produzione rafforzano ulteriormente la posizione contrattuale dell’autore.

Dall’altro lato, non mancano però criticità: il contratto si configura come uno standard minimo e, in quanto tale, lascia ampi margini di negoziazione su aspetti cruciali come compensi e percentuali, che possono risultare penalizzanti per autori emergenti con scarso potere contrattuale.

Inoltre, la sua applicazione non è vincolante: senza un’adozione collettiva e sistematica, il rischio è che resti un riferimento teorico più che uno strumento operativo. In un settore ancora segnato da pratiche consolidate e da una certa asimmetria nei rapporti di forza, il cambiamento richiede quindi non solo strumenti adeguati, ma anche una forte coesione professionale.

Il CONTRATTO TIPO rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela degli sceneggiatori, ma non può essere considerato ancora una soluzione definitiva. È piuttosto un punto di partenza: uno strumento che, se sostenuto e utilizzato con continuità, può contribuire a ridefinire gli equilibri del settore. In caso contrario, rischia di rimanere un modello virtuoso sulla carta, incapace di incidere realmente sulle condizioni di lavoro degli autori.

Ads Box
Laboratorio di scrittura di un soggetto: Aprile 2026
Hai un’idea? È il momento di trasformarla in un soggetto da concorso. Pochi posti, massimo 4 autori, 15 ore di lezione in diretta online.
Scopri di più

Non basta solo il contratto: serve anche l’atteggiamento giusto!

Nella pagina dedicata al CONTRATTO TIPO, Writers Guild chiarisce con decisione l’obiettivo principale dell’iniziativa: introdurre uno standard minimo nelle trattative tra sceneggiatori e produttori. Ma definire un modello contrattuale, da solo, non basta. Il sindacato sottolinea con forza che il vero cambiamento dipende dall’impegno concreto dei suoi iscritti nel farlo valere, utilizzandolo attivamente in ogni negoziazione.

Ogni autore, scegliendo di applicarlo, partecipa a un processo più ampio che mira a superare pratiche contrattuali spesso opache e svantaggiose, radicate nel tempo e difficili da scardinare. Non si tratta quindi di una scelta individuale isolata, ma di un passo condiviso verso una maggiore equità.

Allo stesso tempo, WGI riconosce le difficoltà di questo percorso: abitudini consolidate nel settore, inerzia da parte di alcuni interlocutori e una diffusa rassegnazione tra gli stessi autori hanno a lungo ostacolato il riconoscimento di condizioni lavorative adeguate. Proprio per questo, il CONTRATTO TIPO viene presentato come uno strumento di cambiamento che richiede consapevolezza e partecipazione. In parallelo, l’associazione si propone di dialogare con altre realtà del settore, con l’obiettivo di estendere questo modello e trasformarlo in uno standard condiviso il più possibile ampio.

Autore dell'articolo
Profile image

Lorenzo Carapezzi

La scrittura è al centro della mia vita professionale. Creo storie originali e insegno sceneggiatura a giovani talenti, aiutandoli a trasformare idee in trame e personaggi memorabili. Per me, la sceneggiatura è un'arte e una passione quotidiana.