Come scrivere una scena: creare storie nelle storie
By Lorenzo Carapezzi / Aggiornato 14 giorni fa / Sceneggiatura

Come si costruisce una scena: quali sono i suoi elementi?

Le scene sono i mattoni fondamentali di ogni storia: momenti in cui i personaggi si rivelano, in cui il conflitto prende vita e in cui la trama si sviluppa. Che sia una scena di alta tensione o una conversazione intima, essa ha il potere di trasformare una storia, di rendere un personaggio più reale o di spingere la trama verso un nuovo e inaspettato punto di svolta. Ma per far sì che una scena sia davvero efficace, è necessario comprenderne le dinamiche e le tecniche che la rendono unica.

Le scene non devono essere solo funzionali, ma anche emozionanti e significative. Ognuna deve avere un obiettivo chiaro, un conflitto che la anima e una risoluzione che faccia avanzare la storia. Se scritta correttamente, una scena può essere il cuore pulsante della narrazione, capace di catturare l'attenzione del pubblico e di farlo sentire coinvolto.

Se stai cercando di perfezionare le tue abilità di scrittura o di comprendere come rendere ogni scena più potente, questo articolo ti guiderà passo dopo passo nella costruzione di scene che rimarranno impresse nella mente dello spettatore.

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Che cos'è una scena?

La parola "scena" deriva dal latino scēna, a sua volta tratto dal greco antico skēnḗ (σκηνή), che indicava originariamente la "tenda" o "padiglione" usato negli spettacoli teatrali come sfondo o spazio per le rappresentazioni. Nel corso dei secoli, il termine si è evoluto dal suo significato originario per assumere una connotazione più complessa e astratta. Questa evoluzione è strettamente legata al modo in cui le arti narrative si sono sviluppate, passando dal semplice rappresentare eventi a costruire esperienze emotive e significati profondi.

Oggi, quando parliamo di una scena, non ci riferiamo solo all'ambientazione fisica, ma anche a un momento narrativo preciso, un frammento dell'intera storia che si svolge in un tempo e luogo definiti. È il luogo in cui la narrazione si ferma per concentrarsi su un evento significativo. In altre parole, non è più solo il "dove" della storia, ma diventa il "quando" e, soprattutto, il "cosa".

Dal punto di vista strutturale, una scena è il luogo in cui lo spazio e il tempo si uniscono per creare un’esperienza immediata. Se un capitolo può essere un contenitore che raccoglie diverse idee o temi, la scena è il momento vissuto, un’immersione diretta nei dettagli di ciò che accade. Per questo motivo, le scene sono spesso costruite con grande cura, lavorando su elementi come i dialoghi, le descrizioni e i conflitti, affinché risultino vivide e significative.

La funzione della scena

In una storia, la scena rappresenta l'unità fondamentale attraverso cui gli eventi si materializzano, permettendo allo spettatore di vivere e comprendere il progresso narrativo. Sebbene sia una parte del tutto, ogni scena possiede una struttura autonoma, con un inizio, uno sviluppo e una conclusione; una sora di micro-storia dentro la storia del film.

Facciamo un esempio pratico: prendiamo il celebre interrogatorio tra Joker (Heath Ledger) e Batman (Christian Bale) nel film Il cavaliere oscuro (The Dark Knight, 2008): quest’ultimo cerca di scoprire dove siano nascosti Rachel (Maggie Gyllenhaal) e Harvey Dent (Aaron Eckhart), misteriosamente scomparsi.

Un aspetto essenziale della scena è che deve servire a uno scopo preciso. Non è semplicemente un’interruzione casuale o una parentesi nella storia, ma un elemento progettato per muovere la narrazione in avanti, rivelare qualcosa di nuovo sui personaggi o evocare emozioni nel pubblico.

Quando parliamo di conflitto, ci riferiamo a cambiamento. La narrazione deve essere vista come un processo in continuo mutamento, un flusso che si sviluppa in avanti. Il protagonista, per proseguire nel suo viaggio, deve affrontare e superare ostacoli che ne modificano la traiettoria. Ogni conflitto che incontra lo costringe a evolversi, a compiere scelte che lo spingono fuori dalla sua zona di comfort e lo portano a una trasformazione. Senza conflitto, non c’è progresso: la storia resterebbe immobile.

Il conflitto in questa scena è semplice, ma efficace: sia Batman che il commissario Gordon (Gary Oldman) sono consapevoli che Joker conosce la posizione dei due prigionieri.

Uno sceneggiatore esperto sa già, fin da subito, che durante l'interrogatorio Joker rivelerà dove si trovano Rachel e Harvey. Se così non fosse, si creerebbero due tipi di scena problematici:

  • Conflitto: se Gordon entrasse e Joker, senza nemmeno parlare, rivelasse subito dove sono Rachel e Harvey, la scena perderebbe di tensione, trasformandosi in una semplice gag comica. Il conflitto, infatti, è ciò che dà energia alla scena, creando dinamiche tra i personaggi e facendo progredire l'azione.
  • Cambiamento: se l'interrogatorio comincia con Gordon che non sa nulla e si conclude senza che abbia ottenuto informazioni cruciali, la scena risulterebbe inutile. Ogni scena, incluso un interrogatorio, deve sempre portare avanti la trama o sviluppare i personaggi in qualche modo.

Una vera scena deve sempre avere il personaggio principale come protagonista, anche quando non c’è. Quando si parla di “viaggio dell’eroe”, ci si riferisce sia alla trama, ovvero all’intreccio di eventi, azioni e decisioni dei personaggi, ma anche e soprattutto alla storia, il percorso interiore dell’eroe verso la trasformazione personale.

Per spiegare questo punto, prendiamo in esempio l’inizio della Divina Commedia:

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Questo versetto iniziale rappresenta sia un evento esterno (essersi perso fisicamente) sia il riflesso di un conflitto interiore (la perdita di una direzione morale e spirituale).

Ma cosa muove interiormente l’eroe? Il tema.

Il tema centrale del film è la lotta tra il bene e il male, esplorata attraverso la domanda tematica: è possibile salvare il mondo senza compromettere i propri principi morali?

Il film mette in scena il conflitto tra Batman, il quale cerca di proteggere Gotham rimanendo fedele ai suoi valori di giustizia, e Joker, che rappresenta il caos assoluto e la sfida a ogni convenzione morale. Batman deve confrontarsi con le sue scelte etiche, poiché la sua battaglia contro il crimine lo porta a considerare, e a volte oltrepassare, i propri limiti morali. Nel contesto di un mondo sempre più corrotto e disilluso, la figura di Joker sfida continuamente la visione di Batman, portandolo costantemente a riflettere sul costo delle sue azioni. Batman si ritroverà a dover usare le maniere forti e andare contro la sua morale per ottenere le informazioni dal Joker, arrivando a picchiarlo.

Il film esplora le sfumature morali del sacrificio, della vendetta e della giustizia, invitando lo spettatore a interrogarsi sulle implicazioni di ogni scelta.

Stabiliti l’obiettivo, il conflitto e il tema, dobbiamo concentrarci sul ritmo. Bisogna evitare di rendere la scena troppo breve o troppo lunga. Per spiegare questo, ripensiamo alla scena di Batman in due maniere:

  • Scena troppo breve: immaginiamo che appena si accendono le luci, a Batman serve solo sferrare un pugno a Joker per ottenere la posizione dei due rapiti.
    ❌ Lo spettatore non rimarrebbe coinvolto. Piuttosto, accennerebbe a un sorriso di curiosità, per poi cedere a una smorfia di delusione
  • Scena troppo lunga: immaginiamo, invece, che Batman massacri Joker per dieci minuti prima di ottenere le informazioni.
    ❌ Allungare la scena più del dovuto porta lo spettatore solo ad annoiarsi a morte, la cosa peggiore per uno scrittore.

Notiamo come in entrambi i casi, l’obiettivo, il conflitto e il tema sono stati settati: Batman vuole ottenere delle informazioni da Joker, ma quest’ultimo non vuole darle. Per ottenerle, Batman dovrà andare oltre la sua etica. Eppure, senza un giusto ritmo la scena crolla.

È essenziale che la scena mantenga un ritmo equilibrato, in cui ogni momento contribuisca a intensificare la suspense senza mai dilungarsi inutilmente. La giusta dose di tensione, azione e dramma è ciò che mantiene l’attenzione dello spettatore, evitando che la scena diventi solo un riempitivo senza impatto.

Quello che ora manca per creare una scena è la fine. L’eroe è riuscito a ottenere ciò che cercava? Il tono di una scena è cambiato da inizio scena?

Alla fine, Batman ottiene le informazioni che cercava, ma la rivelazione di Joker apre a un nuovo conflitto, più intenso e drammatico: Rachel e Harvey sono nascosti in due posti diversi e Batman può salvarne solo uno. Chi scegliere?

Questo climax non solo cambia il tono della scena, passando dalla tensione investigativa a un profondo dilemma morale, ma richiama ancora una volta il tema centrale della storia: Batman si trova ancora una volta a chiedersi come perseguire la giustizia senza compromettere i suoi principi.

Nella scena dell'interrogatorio tra Batman e Joker, il cambiamento è drastico:

  • All'inizio, Batman e Gordon hanno il controllo della situazione e pensano di poter strappare le informazioni a Joker con la forza o con l’intimidazione.
  • Alla fine, Joker rovescia il tavolo: ha rivelato la posizione di Rachel e Harvey, ma ha anche costretto Batman a una scelta impossibile. Il Cavaliere Oscuro, che voleva solo salvare i due prigionieri, ora si ritrova in un dilemma morale devastante, completamente manipolato dal suo avversario.

Questo cambiamento è potente perché:

  • Trasforma la tensione iniziale in un'esplosione di panico e disperazione.
  • Mette Batman in una situazione ancora più difficile, alimentando la sua lotta interiore tra giustizia e sacrificio.
  • Dimostra che Joker non è solo un criminale, ma un maestro della manipolazione che ha sempre il controllo, anche quando sembra il contrario.

Una scena senza cambiamento sarebbe statica e prevedibile. Il cambiamento crea sorpresa, impatto emotivo e una spinta narrativa che obbliga il pubblico a restare incollato alla storia.

Di seguito, vi lasciamo uno schema riassuntivo sui passaggi da fare per scrivere una scena:

Se una scena manca di uno di questi elementi, rischia di risultare superflua o poco incisiva.

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Alcuni trucchetti del mestiere

Scrivere una scena è un’arte che va ben oltre l’applicazione di uno schema fisso o di una formula predefinita. Anche se il metodo dei 5 punti può essere un punto di partenza utile, l’intento di Pictures Writers non è quello di proporre una verità universale, ma piuttosto di fornire supporto agli autori, specialmente nei momenti in cui ci si sente bloccati.

Ogni scena e ogni storia sono uniche e richiedono un approccio che sappia rispondere alle specificità di ciò che si vuole raccontare. La scrittura è un viaggio complesso, ma a volte bastano dei piccoli trucchetti per dare ordine al caos.

Qui di seguito sono raccolti alcuni trucchi utilizzati da sceneggiatori famosi, che potrebbero aiutarti a superare momenti di difficoltà e a sviluppare le tue storie in modo più fluido.

Show, don’t tell

Kurt Vonnegut, uno degli autori più originali del XX secolo, è famoso per il suo approccio minimalista alla scrittura.

Nel film Up (2009), la sequenza iniziale racconta la storia d’amore tra Carl ed Ellie senza alcun dialogo. Attraverso azioni quotidiane, come dipingere insieme, contare i risparmi per il futuro viaggio dei sogni, affrontare la perdita del bambino, si percepiscono le emozioni profonde dei personaggi.

Quando Ellie muore, la devastazione di Carl è mostrata attraverso il suo silenzio, il modo in cui resta attaccato agli oggetti della moglie e alla sua volontà di portare la loro casa in cima alla cascata. Nessuna parola spiega il suo dolore, ma ogni azione lo trasmette chiaramente.

La forzatura emotiva

Aaron Sorkin, famoso per i suoi dialoghi frenetici e intellettualmente stimolanti, suggerisce che le scene migliori sono quelle in cui c’è un’emozione forte e contrastante tra i personaggi.

In The Social Newtwork (2010), Eduardo Saverin (Andrew Garfield) affronta [Mark Zuckerberg](Mark Zuckerberg) (Jesse Eisenberg) dopo aver scoperto di essere stato estromesso da Facebook. Eduardo, solitamente pacato e razionale, arriva al punto di rottura: con un gesto violento, sbatte il computer sulla scrivania di Mark e lo avverte di prepararsi, perché vuole tornare a prenderli tutto.

La scena funziona perché costringe i personaggi a rivelare emozioni che fino a quel momento avevano represso: Eduardo, da sempre il più leale, si trasforma in un uomo furioso e tradito, mentre Mark, abituato a mantenere il controllo, resta in silenzio, sopraffatto dalle conseguenze delle sue azioni. È un momento di tensione pura, in cui le emozioni esplodono portando i personaggi a dire e fare ciò che non avrebbero mai immaginato, creando una connessione potente con il pubblico.

La sorprendente verità

Christopher Nolan, noto per i suoi film intricati e ad alta tensione, è famoso per il modo in cui utilizza le linee temporali e la struttura narrativa.

Si guardi la scena di interrogatorio analizzata prima.

Il principio del contrasto

Quentin Tarantino è noto per la sua abilità nel mescolare violenza e dialoghi brillanti con momenti di umorismo o situazioni quotidiane. Il suo trucco principale è l'uso del contrasto: alterna scene ad alta tensione e violenza con momenti più leggeri, ma ricchi di dialogo.

In Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds, 2009), l’interrogatorio iniziale tra il colonnello Hans Landa (Christoph Waltz) e il contadino Perrier LaPadite (Denis Ménochet) è un perfetto esempio di contrasto.

Landa inizia con un tono cortese, quasi affabile, in una conversazione tranquilla. La tensione cresce lentamente, mentre Landa usa la sua abilità dialettica per mettere alla prova LaPadite, un uomo visibilmente nervoso. La scena sembra, all'inizio, quasi un gioco di parole, con Landa che scherza sulla sua abilità nel parlare diverse lingue, e il contadino che risponde timidamente.

Ma poi, la tensione esplode improvvisamente quando Landa rivela il suo vero intento e inizia a minacciare brutalmente LaPadite. La sorpresa sta nel fatto che, nonostante la conversazione iniziale sembri quasi leggera e amichevole, la violenza è sempre presente sotto la superficie. L'uso del contrasto tra il tono cordiale e il suo imminente atto di violenza crea una scena insostenibile, che lascia il pubblico in uno stato di costante ansia.

Conclusioni

Scrivere una scena efficace significa bilanciare obiettivo, conflitto, tema, ritmo e cambiamento. Ognuno di questi elementi lavora in sinergia per costruire un momento narrativo che sia non solo coinvolgente, ma anche significativo per la storia e per lo sviluppo dei personaggi.

L'interrogatorio tra Batman e Joker in Il Cavaliere Oscuro è un esempio perfetto di come una scena possa essere costruita con tensione crescente, rivelazioni inaspettate e un profondo impatto sul protagonista. Non è solo un momento d’azione, ma un punto di svolta che cambia il corso della storia.

Se ogni scena che scrivi riesce a rispondere a queste domande, allora hai tra le mani un tassello narrativo solido, capace di intrattenere e lasciare il segno nel pubblico.

Autore dell'articolo
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Lorenzo Carapezzi

La scrittura è al centro della mia vita professionale. Creo storie originali e insegno sceneggiatura a giovani talenti, aiutandoli a trasformare idee in trame e personaggi memorabili. Per me, la sceneggiatura è un'arte e una passione quotidiana.