È la vigilia di Natale del 1997. Una poltrona per due entra nel palinsesto natalizio di Italia uno in prima serata. Nessuno si sarebbe mai aspettato che avrebbe occupato quella posizione fino ai giorni nostri. Più di venti anni. Spesso ci scordiamo che un film - bello o meno che sia - dopo la prima proiezione appartiene al pubblico, e così anche la sua sorte.
Scritto dall’affiatata coppia Timothy Harris e Herschel Weingrod, Una poltrona per due è più di un cult: è una commedia brillante che è sopravvissuta al cambiamento generazionale. In questo articolo esploreremo tre preziose lezioni che questa sceneggiatura può insegnare a chiunque voglia cimentarsi nell’arte della scrittura cinematografica.
Premessa universale
Scrivere una storia per un pubblico significa entrare in contatto con esso e toccare argomenti che lo smuovono. Bisogna avere rispetto per la platea di persone a cui ci rivolgiamo e lo possiamo fare trattando tematiche universali.
Una poltrona per due è la storia di due uomini - di categoria sociale opposta - che vengono scambiati di ruolo da due avidi capitalisti di borsa.
La storia parte con una falsa premessa, quella sancita dai fratelli Duke tramite una scommessa. Il valore di un uomo è determinato dalla classe sociale di cui fa parte. Un borghese privilegiato sarà un cittadino rispettabile ed onesto mentre un povero emarginato rappresenterà un pericolo per la società. Il valore intrinseco dell’uomo è determinato quindi dalla sua classe sociale.
Il messaggio della storia vuole dimostrare l’esatto opposto: il valore di una persona non dipende dalla sua posizione sociale, ma dalla sua capacità di adattarsi, imparare e collaborare, ed è quindi intrinseco alla persona.
Il film offre una critica sociale sulle disuguaglianze economiche e i pregiudizi di classe. È universale perché tutti noi ne facciamo parte, chiunque può ritrovarsi in queste tematiche. Questo è ciò che coinvolge il pubblico e Una poltrona per due lo fa in maniera chiara, utilizzando la comicità per rendere i concetti accessibili.
L’ora più buia
Nella maggior parte delle storie arriva il fatidico momento in cui tutto è perduto, come lo chiama Blake Snyder in Save the cat!, o l’ora più buia, estrapolato da Il viaggio dell’eroe di Christopher Vogler. È il momento più basso del protagonista, l’istante in cui tutto va a rotoli e sembra non esserci nessuna soluzione.
In Una poltrona per due ciò accade quando Louis Winthorpe (Dan Aykroyd) non trova più via d’uscita e si punta una pistola alla tempia.
L’ora più buia deve rappresentare l'evoluzione naturale della storia e l'escalation di conflitti che investono il protagonista. Scrivi il secondo atto in maniera che possa portare inevitabilmente ed unicamente a questo momento.
Ma il punto cruciale è come il protagonista arriva a questo istante e per fare ciò bisogna tornare al suo fatal flaw. Louis Winthorpe è un borghese privilegiato molto compiaciuto e snob e il suo arco narrativo riguarda l’educazione all’umanità di persone meno abbienti di lui. Gli ostacoli che trova lungo il percorso non possono essere casuali ma devono rientrare in questo contesto. Louis perde il lavoro, il suo patrimonio, la casa, l’amore e gli amici. Gli sceneggiatori scaricano tutte queste sventure su di lui per far sì che possa imparare la lezione. Molto particolare è anche la scelta - verso l’inizio del film - di esporlo direttamente al pubblico tramite la seguente scena.
Ridere per riflettere
C’è una grande differenza tra un film comico e una commedia e solitamente sta nella motivazione del film. Lo scopo principale di un film comico è quello di far ridere, mentre quello della commedia è esporre un tema e - anche se trattato con toni leggeri - far riflettere. Ma cosa riesce a far risaltare in maniera particolare Una poltrona per due?
- Enfatizzare reali assurdità: I fratelli Duke decidono il destino dei protagonisti su una scommessa di un dollaro. Ciò amplifica l’arroganza e il cinismo del potere economico e l’esagerazione riflette una realtà che non può essere ignorata.
- Contrasto tra comicità e realtà: L’idea che un benestante snob debba confrontarsi con la povertà diventa tragicomica. Questo contrasto rende la storia divertente ma anche profondamente significativa.
- Accessibilità: La commedia riesce ad attirare un pubblico vasto, rendendo argomenti difficili come razzismo, avidità e disuguaglianza sociale più comprensibili e digeribili.
- Connessione ed empatia: La risata abbatte le barriere. Scherzare su un tema delicato significa umanizzarlo. In questo caso la commedia ci fa entrare in empatia sia con il ricco decaduto che con il truffatore di strada.
Conclusioni
Le commedie mainstream tendono ad essere spesso sottovalutate e questo è un errore che fanno in molti. Una poltrona per due, a distanza di quarant’anni è una pellicola attualissima, e questo non lo dico io, lo dice il pubblico che con numeri incredibili dimostra un apprezzamento enorme. Questo è possibile quando una storia è costruita sulla base di una premessa universale evergreen, dove gli eventi del film funzionano e portano a conseguenze uniche, e la risata rende accessibili temi forti con toni più leggeri.